Trame Sonore: Carlo Fabiano racconta il Festival

By Emilia Campagna

April 27, 2019

Theresia sarà al Festival Trame Sonore, una manifestazione unica nel suo genere che si svolgerà dal 29 maggio al 2 giugno nei più bei luoghi (teatri ma anche sale di palazzi, chiese, corti, giardini) della Città di Mantova, con 200 concerti e numerosissimi artisti coinvolti. Ne abbiamo parlato con il Direttore Artistico Carlo Fabiano.

Carlo Fabiano, è difficile raccontare un Festival come Trame Sonore che in pochi giorni concentra centinaia di concerti, ma proviamoci: quali sono gli appuntamenti principali? C’è un tema dominante (o più di uno)?

“Quando mi viene fatta questa domanda cerco sempre di partire dalla definizione di cos’è Trame Sonore: il termine “Festival” ci sta un po’ stretto. La nostra intenzione è quella di creare un momento privilegiato di incontro nel settore musicale, tra artisti, operatori e grandi appassionati, nel quale sviluppare un dibattito su quella che può essere la prospettiva della musica d’arte (nel nostro caso musica da camera) nel futuro. Posto che la materia è una materia eterna, le modalità per poterla traghettare nel futuro sono tutte da disegnare: le location, il modo di rapportarsi tra artista e pubblico, le capienze delle sale, sono tutti parametri su cui riflettere e io vorrei che Trame Sonore, un momento in cui c’è tantissima musica ma soprattutto tantissimi musicisti e operatori musicali diventasse uno spazio di dialogo in tal senso. Questa è la prima cosa che mi sento di dire, poi per quanto riguarda l’impostazione del programma ci sono 200 concerti, che quest’anno hanno una tematica emergente ovvero i 200 anni della nascita di Clara Schumann, la donna dell’Ottocento musicale, di cui indagheremo l’influenza straordinaria che ebbe sul suo tempo; il secondo topos è su Leopold Mozart, a 300 anni dalla nascita: lo omaggeremo non tanto come compositore, quanto come docente, emblema di coloro che riescono a effettuare la trasmissione del sapere musicale.”

Come è nata questa manifestazione?

“Trame Sonore esiste dal 2013, siamo alla settima edizione. Ebbe un paio di numeri zero, che hanno dato il via alle riflessioni e indotto noi dell’Orchestra da Camera di Mantova a provare questa formula. Le prime sperimentazioni risalgono al 2009, anno di celebrazioni per i 200 anni dalla morte di Haydn, autore che a noi sembrava abbastanza ignorato. Poi nel 2012, anno del terremoto, lanciammo una serie di iniziative musicali in vari luoghi della città, e lì ci siamo accorti che rimodulare le modalità di offerta, ad esempio riportando la musica da camera nelle sale dei palazzi, ovvero nei salotti, togliendo i frac obsoleti ai musicisti, facendo parlare i musicisti con il pubblico, riducendo le durate dei concerti, dava un grande risultato: ci accorgemmo che finalmente avevamo una marea di gente, soprattutto giovane, gente che è avida di cultura ma che nei confronti della classica una sorta di blocco o timore reverenziale: un cambiamento visibile nella partecipazione è avvenuto proprio cercando di rendere la musica classica più fruibile, destrutturandola dal punto di vista della ritualità. Da lì Trame Sonore ha preso il via, in questa meravigliosa città, con degli sono spazi incredibili, dal Palazzo Ducale a Santa Barbara a Palazzo Tè. Quest’anno i luoghi dei concerti sono 20, tutti raggiungibili in pochi minuti a piedi.”

Qual è il pubblico di Trame Sonore?

“E’ un pubblico internazionale, misto, di tutte le età, ma con molti giovani: persone motivate che si nutrono di cultura, frequentano le mostre, vanno a teatro e al cinema (il cinema impegnato). E sono tante: nell’ultima edizione abbiamo registrato 50000 presenze nell’arco delle cinque giornate di festival.”

Ci accorgemmo che finalmente avevamo una marea di gente, soprattutto giovane, gente che è avida di cultura ma che nei confronti della classica una sorta di blocco o timore reverenziale: un cambiamento visibile nella partecipazione è avvenuto proprio cercando di rendere la musica classica più fruibile, destrutturandola dal punto di vista della ritualità.

Come si è sviluppato il festival in queste edizioni?

“In questi anni siamo andati avanti su questa strada, convincendoci anzi rafforzando quelle che sono state le impostazioni basilari. Dal punto di vista tematico quest’anno siamo un po’ più strutturati dal punto di vista dei contenuti, come dicevo prima, con questi filo rossi Clara Schumann e Leopold, ma i presupposti rimangono gli stessi. Quest’anno devo dire che abbiamo anche cercato di ridimensionarci un po’ perché tutta la manifestazione da gestire è davvero impegnativa; tra l’altro sono moltissimi i musicisti che ci scrivono chiedendo di partecipare e non riusciamo ad accontentare tutti.”

Tra le novità di quest’anno c’è Assaggi di Festival: qual è il senso di un preludio spalmato lungo un mese rispetto a un Festival che esplode in pochi giorni?

“Trame Sonore si rivolge a un pubblico nazionale e internazionale, con molti che giungono a Mantova appositamente per il Festival, ma poi abbiamo una città, Mantova, che ci accoglie, una città di piccole dimensioni che ci apre completamente le porte: Assaggi di Festival vuole essere un percorso di sensibilizzazione proprio rivolto ai cittadini mantovani, per conoscere ancora di più le sale dei palazzi con le loro meravigliose acustiche e per far conoscere ancora di più il nostro progetto .”

A proposito di progetti speciali, quest’anno per la seconda volta al Festival si esibirà Theresia, inaugurando anche la serie degli “Assaggi”: che cosa pensa del progetto di mecenatismo culturale che sta dietro all’orchestra?

“Intanto vorrei fare un complimento enorme a Theresia che piace per lo spirito, per l’impostazione e per i risultati musicali, che io ho sentito veramente eccellenti: è un’orchestra che suona molto bene, che sprizza entusiasmo e preparazione, per cui sono molto felice che Theresia sia per la seconda volta residente a Trame Sonore. Sul mecenatismo mi vien da dire che sia un po’ il futuro, vedendo come vanno i finanziamenti pubblici, in un paese in cui la cultura dovrebbe al contrario essere così importante e sostenuta. Battere la via del mecenatismo è un po’ andare alle origini della cultura italiana ed è una strada obbligata. Theresia in questo senso è un modello, perché mostra che i privati possono investire in cultura con importanti risultati.”

Questi temi saranno anche al centro di una tavola rotonda:

“Assolutamente, proprio perché ci teniamo ad affrontare temi di questo tipo. Ci sarà una mattinata dedicata a come riuscire ad attivare meccanismo attorno al fund-raising in ambito privato, si parlerà di Art Bonus e di meccanismi correlati, e anche in questo contesto il contributo di Theresia potrà essere molto rilevante.”

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Journalist and musician, Emilia is a blogger for Theresia