Critica musicale in crisi, la salveranno i mecenati?

By Emilia Campagna

November 3, 2016

La critica musicale è in crisi da un decennio: in Italia è relegata dai massimi quotidiani a veri e propri trafiletti (salvo poche eccezioni), all’estero mediamente va meglio, ma gli spazi calano e le redazioni assoldano sempre meno critici. In un circolo vizioso che non può che peggiorare, l’assenza di spazi nutre il disinteresse verso il genere, e il (presunto) disinteresse dei lettori giustifica le redazioni nei loro tagli indiscriminati.

Il Boston Globe ha una solida tradizione di giornalismo musicale – del resto la vita musicale della città americana è ricchissima, dalla Boston Symphony Orchestra in giù – però negli ultimi anni la redazione ha calato le collaborazioni con i critici musicali freelancer. In occasione di un periodo sabbatico del suo critico principale, Jeremy Eichler, il Boston Globe ha lanciato un progetto pilota che, grazie al sostegno filantropico del Conservatorio di Musica di San Francisco, dell’Istituto Rubin per la Critica Musicale e della Ann and Gordon Getty Foundation, permetterà al giornale di assumere per 10 mesi la critica Zoe Madonna.

L’operazione potrebbe fare scuola: gli addetti ai lavori e gli organizzatori nel campo musicale hanno tutto l’interesse che i mezzi di informazione diano spazio alle loro attività e che il dibattito critico su carta nutra l’attenzione degli appassionati; Stephen Rubin, fondatore del celebre Istituto di critica musicale, ha dichiarato di auspicare che “la volontà di collaborare con noi da parte del Globe sia da modello per altri newspaper nel Paese”.

Si apre però la questione non marginale dell’indipendenza del giornalista rispetto ai filantropi: in determinate circostanze gli articoli di Zoe Madonna potrebbero cadere sotto la sfera del conflitto di interessi, ma il Boston Globe ha rivendicato per sè il totale controllo redazionale.

In ogni caso, da lunedì Zoe è al lavoro in redazione, e non nasconde la propria eccitazione: “Questa è un’iniziativa resa possibile da un gruppo di istituzioni che non vogliono veder scoparire il giornalismo musicale. Se va tutto bene, io sarò la prima di molti giovani critici ad essere supportata. Ringrazio tutti quelli che sono coinvolti e non vedo l’ora di scoprire quali avventure mi porterà questa nuova esperienza.”

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Journalist and musician, Emilia is a blogger for Theresia