#ARCHETYBO, quell’archetto che fa la differenza

By Emilia Campagna

July 25, 2016

I violinisti (ma anche i violisti, i violoncellisti, i contrabbassisti…) lo sanno bene: lo strumento perfetto è un insieme di componenti da cercare, provare e riprovare. La forma del legno, le corde ed anche l’archetto: non c’è nulla di standard, e lo sanno soprattutto i musicisti che si dedicano all’esecuzione su strumenti originali. Perchè ogni repertorio vuole lo strumento giusto, ed eseguire musiche di diversi periodi (barocca, classica, romantica, moderna) con lo stesso strumento significa perdere molto in termini di sfumature, articolazione del suono, timbro.

E’ la grande lezione della filologia musicale, che a partire dagli anni ’60 del Novecento non solo fece riscoprire repertori dimenticati ma soprattutto inaugurò un modo di studiare e di suonare rispettoso delle fonti e tutto proiettato alla restituzione del suono originale.

Da allora, suonare su strumenti storici è diventata una prassi consolidata, e anche l’orchestra Theresia vive di questo spirito: in particolare, il repertorio classico è da sempre al centro dell’offerta formativa ed artistica della nostra orchestra, che negli anni ha studiato, suonato in concerto e registrato pagine di Mozart, Haydn, Johann Christian e Wihlelm Friedman Bach, Luigi Boccherini, Martin Kraus. L’arco classico è un mezzo indispensabile per lo studio di questo repertorio, ma gli archi classici – più leggeri e maneggevoli di quelli moderni, più lunghi e lavorati di quelli barocchi – sono tuttavia poco usati nella didattica dei Conservatori e delle Scuole di musica. I giovani musicisti in generale non ne possiedono uno, preferendo l’uso dell’arco barocco, poco adatto sia tecnicamente che artisticamente alle musiche del Secondo Settecento.

Ecco dunque l’idea di un crowdfunding per acquistare archi classici da mettere a disposizione dei nostri musicisti, proprio perchè l’esperienza con Theresia ha uno scopo formativo, ovvero quello di dare a chi ne fa parte gli strumenti per poi affermarsi professionalmente come strumentista (in orchestra, ma anche in formazioni da camera, e anche, perchè no, come solista o didatta).

Come spiega l’archettaio Eduardo Gorr, “l’arco classico è importantissimo per suonare il repertorio classico. Il musicista attraverso questo attrezzo, questo strumento – perchè è uno strumento – gestisce tutto il fraseggio dell’interpretazione. Il modo in cui questa bacchettina di legno vibra incide direttamente sulle articolazioni, i giochi dinamici, il colore timbrico, ed è quello che rende così speciale lo strumento ad arco. Il musicista si trova spontaneamente a scegliere delle arcate che funzionano meglio con questo arco e il fraseggio diventa più aderente sicuramente a quello che quei compositori allora avevano accanto.”

La costruzione di un buon arco è un lavoro complesso, “composto da un aspetto tecnico e da un aspetto artistico e intuitivo come nel caso di quasiasi oggetto che abbia una componente artistica. L’unico modo per ottenere il massimo è fare un lavoro totalmente personalizzato e con una precisione totale, non pensando a farne tanti ma pensando a farne al meglio.”

La costruzione di un arco classico è un lavoro di altissimo artigianato e un arco costa circa 2000 Euro: l’obiettivo della campagna di crowdfunding è acquistarne quattro entro la fine del 2016, e per fare questo abbiamo dato il via a una campagna di crowdfunding. L’obiettivo è di 10.000 Euro, cifra che comprende la commissione di 4 archetti e la copertura dei costi di gestione della campagna stessa. Ora tocca ai nostri sostenitori: contiamo su di voi. Scoprite sulla pagina di crowdfunding i premi che abbiamo riservato a chi aderirà alla campagna #ARCHETYBO!

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About Emilia Campagna

Journalist and musician, Emilia is a blogger for Theresia