Diario Veneziano 1

Meet Theresia: diario veneziano

By Emilia Campagna

May 5, 2016

Venezia, Isola di San Giorgio: il workshop di TYBO procede a ritmo serrato, tra prove in orchestra e gruppi da camera. Fuori splende un sole luminosissimo, ma brezza e giri in vaporetto sono cose da turisti! I nostri musicisti sono totalmente immersi nel lavoro, animati da un entusiasmo contagioso: come Clara Rada Gomez, ventisettenne violoncellista spagnola, “felice di essere qua: a parte la bellezza straordinaria di Venezia, e di quest’isola in particolare, questa è un’esperienza meravigliosa.” Clara ha studiato a Saragozza, Zurigo e Basilea, dove attualmente vive, dividendosi tra strumento moderno e barocco. A ventisette anni ci si può ancora permettere il lusso di non scegliere un’unica strada, infatti Clara sperimenta anche il jazz, ma sul barocco ha le idee chiare: “Voglio investirci molto, sto suonando con le corde di budello ed è una cosa che mi piace moltissimo, inoltre in questo stage sto imparando cose nuove sull’arco: il mio è adatto per la musica barocca e spero in futuro di poter suonare il repertorio classico con l’arco giusto.” La formula di questo workshop l’ha conquistata: “E’ bello che Theresia faccia delle audizioni diverse dalle solite, in cui si suona per pochi minuti: qua possiamo dimostrare come suoniamo, come lavoriamo, e grazie ai seminari imparare cose nuove: è un vero e proprio corso, in cui confrontarsi con maestri e colleghi!”
Clara ha saputo del workshop dal suo ragazzo, il violinista Vadym Makarenko, ucraino di 24 anni che a Basilea studia con Amandine Beyer, già allieva di Chiara Banchini: a Venezia c’è anche lui, e in una pausa delle prove in cui ha suonato il Quintetto di Boccherini ci racconta che è “straordinario vedere le somiglianze tra Amandine Beyer e Chiara Banchini: diverse nella voce, nel modo di parlare, ma così simili nelle intenzioni musicali. Entrambe lavorano così tanto sull’articolazione, sul colore del suono, sull’emozione: in una parola, sulla bellezza della musica.” E’ la prima volta che Vadim lavora con Chiara Banchini, così come non aveva incontrato prima d’ora Claudio Astronio e Alfredo Bernardini: “Eppure è strano, ci guardiamo negli occhi e sembra di conoscerli già da prima: è una sensazione particolare, di grande rilassatezza. Siamo qua per suonare, e suoniamo: mi potrei dimenicare che questo workshop è anche un’audizione.”

provano il Quintetto di Boccherini durante la lezione di Chiara Banchini

Mentre nella Sala degli Arazzi della Fondazione Giorgio Cini si suona il Quintetto di Boccherini, nella Sala delle Capriate Alfredo Bernardini lavora su un Divertimento di Haydn con i fiati: uno dei più giovani è l’italiano Samuel Casale, 22 anni: “Ho studiato flauto moderno al Conservatorio de L’Aquila e attualmente studio a Strasburgo, dove mi sono avvicinato, nell’ottobre 2014, al flauto barocco: ho anche studiato flauto rinascimentale, e nel gennaio di quest’anno, quando ho saputo dell’audizione di Theresia, ho provato con il flauto classico, con uno strumento che prendo in prestito dal Conservatorio.” Dello strumento classico, a Samuel piace il fatto che “ci sono molte differenze nella disposizione delle chiavi rispetto a quello moderno, e questo mi costringe a lavorare tanto con il cervello, è una condizione che mi stimola molto. Naturalmente anche il suono è molto diverso: più compatto, più diretto rispetto al moderno.” Della formula del workshop Samuel è contento, “anche se io sono abituato a fare quelle tradizionali, come molti altri miei colleghi e non soffro particolarmente lo stress da audizioni. Le giornate sono intense ma troviamo anche il tempo di rilassarci: ieri sera siamo usciti tutti insieme a mangiare una pizza alla Giudecca e poi ci siamo seduti sulla riva del canale a chiacchierare e a confrontarci sulle nostre esperienze.”

Samuel Casale, primo flauto nell'ensemble diretto da Alfredo Bernardini

 

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Journalist and musician, Emilia is a blogger for Theresia