Meet Theresia: Adrien Alix

By Emilia Campagna

August 24, 2015

Il più giovane dell’orchestra è anche quello che suona lo strumento più grande: e potremmo dire che sta letteramente alla base dell’armonia di Theresia, visto che suona il contrabbasso. Adrien Alix, 21 anni, è con Theresia dal maggio 2014: “Ho fatto le audizioni nel 2014: avevo saputo di Theresia da Klaudia Matlak, che avevo incontrato a Strasburgo e che aveva appena suonato con l’orchestra nelle Finali del Premio Bonporti. Mi aveva raccontato del concorso, del progetto rivolto ai giovani, dell’orchestra: e ho deciso di tentare.”

In questi anni accanto al perfezionamento nel suo strumento Adrien ha deciso di approfondire anche la dimensione musicologica: “Sono iscritto all’Università di Musicologia a Parigi ed ho appena finito un anno di Erasmus a Bologna. Lo studio della musicologia mi dà la possibilità di una riflessione stilistica sulla musica che faccio, e spero di poter continuare su entrambi i fronti, quello dello strumento e quello dello studio teorico.”

Com’è stato l’anno di studio a Bologna e cosa ti aspetta adesso? “Studiare a Bologna mi è piaciuto molto, anche la città è molto bella e piena di studenti; ho approfondito temi legati alla musica rinascimentale e ora completerò una tesina su Adriano Banchieri. Poi riprenderò le lezioni universitarie a Parigi, ma inizierò anche il biennio di contrabbasso storico.”

La tua scelta di studiare contrabbasso storico è univoca? O ti capita anche di suonare “moderno” o addirittura altri generi? Spesso i contrabbassisti si dedicano al jazz: “Il contrabbasso storico è il mio strumento, assieme al violone. Però mi capita anche di suonare in ensemble o orchestre moderne, cambiando le corde e l’arco; e occasionalmente suono in piccoli gruppi jazz: ma questo lo faccio per gioco, per divertirmi. Comunque il concetto di strumento antico è molto vasto: a parte la vastità del repertorio considerato generalmente “antico”, che va dal ‘500 alla fine del ‘700, a me è capitato di eseguire, con ensemble che usavano strumenti originali, anche Mahler e addirittura Stravinsky.”

Paliamo del lavoro in orchestra: siete un gruppo di musicisti di diversa provenienza che si trovano a studiare assieme per una settimana prima dei concerti: ci sono delle differenze di approccio? “Ognuno ha le sue caratteristiche naturalmente, ma il gruppo è molto unito e ci si “incastra” bene anche perchè composto di musicisti molto bravi: per me i migliori sono i fiati.”

Hai lavorato sia con Claudio Astronio che con Chiara Banchini: quali sono le differenze nel modo di lavorare con l’orchestra? “Claudio Astronio lavora a livello più macroscopico e Chiara Banchini più sui dettagli: credo che il motivo sia perchè Astronio è cembalista, ed ha una visione forte dell’insieme, della struttura, dell’armonia, mentre Chiara Banchini, da violinista, ha una spiccata sensibilità per le arcate, il fraseggio, la produzione del suono. In questo senso sono complementari e lavorare alternativamente con entrambi è una bella occasione per crescere. Comunque credo che in parte l’orchestra mantenga la propria identità indipendentemente dal direttore.”

Cosa ti è piaciuto suonare con Theresia e cosa ti piacerebbe entrasse in repertorio? “In quest’ultima produzione ho apprezzato molto suonare la Sinfonia di Boccherini. E mi piacerebbe che l’orchestra suonasse ancora Mozart, dopo l’esperienza dell’estate scorsa.”

Ci sono concerti solistici per contrabbasso che ti piacerebbe suonare con l’orchestra? “Ogni strumentista vorrebbe suonare da solista con l’orchestra, e repertorio per contrabbasso e orchestra ce n’è, come il concerto di Hoffmeister (compositore a cui Mozart dedicò un Quartetto) e quelli di Sperger. Poi c’è un vasto repertorio per contrabbasso viennese, una sorta di grande violone accordato per terze e per quarte e in Italia i concerti per contrabbasso di Dragonetti e Bottesini.”

Dove ti vedi tra 10 anni? Cosa farai e dove vivrai? “Naturalmente spero di continuare a suonare, sia in orchestra che in gruppi da camera: se la prospettiva sarà quella dell’insegnamento, mi vedo più sul lato teorico che come docente di strumento, forse perchè finora non mi è mai capitato di insegnare contrabbasso. E sul posto in cui vivere, non saprei: mi piace l’Italia, dove ho passato un anno, ma è indifferente: io mi sento Europeo.”

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Journalist and musician, Emilia is a blogger for Theresia