Meet Theresia: Alessia Pazzaglia e Annarita Lorusso

By Theresia

May 4, 2014

Tra i nuovi elementi di Theresia Youth Baroque Orchestra ci sono due violiniste ventiseienni, Alessia Pazzaglia e Annarita Lorusso: le abbiamo incontrate in questi giorni per farci raccontare da loro dei loro studi e della loro esperienza con Theresia.

EC_Baselgapine140504Alessia Pazzaglia il violino barocco l’ha conosciuto presto, grazie al suo Maestro, Federico Guglielmo, che in Conservatorio a Firenze insegna violino moderno ma ai suoi allievi fa conoscere, gradatamente, anche la prassi esecutiva su strumenti storici: così dopo il diploma in Conservatorio ha deciso di frequentare il biennio di perfezionamento proprio in violino barocco, concluso due anni fa. Ora, a ventisei anni, la sua formazione continua: anche Alessia, così come tanti musicisti italiani della sua età, non ha ancora potuto fare una scelta esclusiva nei confronti del violino barocco, e nel suo percorso di perfezionamento c’è anche l’Orchestra Giovanile di Fiesole, dove ha studiato con Felice Cusano. Nelle audizioni del gennaio scorso è stata selezionata per i primi violini in Theresia, e questa è la sua prima esperienza in un’orchestra di strumenti storici:“Finora ho suonato con piccoli ensemble di musica antica, sia a Firenze con colleghi di Conservatorio ma soprattutto con gruppi che hanno sede in Veneto, dove c’è una tradizione di musica antica più ricca. Dell’esperienza con Theresia sono felicissima, è una dimensione di organico in cui mi trovo molto bene e in cui sto imparando molto.” Cosa pensi del fatto che l’attività di Theresia sia concentrata in alcuni periodi dell’anno? “Secondo me è l’ideale per un musicista della mia età, che conclusi gli studi in Conservatorio cerca di fare più esperienze prima di potersi affacciare concretamente sul mondo del lavoro: posso seguire gli stages di Theresia, che sono programmati con largo anticipo, e contemporaneamente suonare nella Giovanile Italiana. Inoltre in Theresia ci sono molti stranieri, che con questa articolazione del lavoro possono essere presenti.”

Annarita Lorusso EC_Baselgapine140504viene da Bari, e per lei il violino barocco è un amore recente: “Dopo il diploma nel 2011 come tutti mi sono fatta la fatidica domanda: cosa fare adesso? Di solito le strade sono due: provare audizioni per orchestre sinfoniche, cosa che ho fatto, e ad esempio sono stata selezionata per la Giovanile dell’Opera di Roma; e seguire un biennio di perfezionamento: a Bari avevo l’opportunità di seguire il biennio solistico, che però mi sembrava una sorta di doppio diploma, quello cameristico che mi interessava poco e quello in violino storico che invece mi ha molto incuriosita. Quando ero molto più giovane avevo una sorta di pregiudizio nei confronti di violinisti che suonavano senza spalliera e mentoniera e con le corde in budello… ora sono una di loro!”
Cosa ti ha conquistato di questo percorso di studi? “Intanto il repertorio, due secoli di musica bellissima, che si impara a suonare anche studiando i trattati e l’evoluzione dello strumento; accanto alla pratica strumentale c’è un approfondimento storico, ad esempio nello studio della filologia, che io ho potuto fare con Dinko Fabris: mi è piaciuto talmente tanto che ho deciso che la mia tesi sarà sull’edizione critica di musiche inedite.”
Parlaci dell’esperienza con Theresia: “Le audizioni me le ha segnalate un’amica violinista che non suona barocco, e che ha pensato che fosse l’orchestra giusta per me. E’ un’esperienza nuova, che sto ancora “sondando”: ad esempio mi piace molto il fatto che sia lavori molto per sezioni e che ci sia anche una rotazione dei posti: chi è nel secondo leggio viene fatto spostare avanti, e viceversa, questo fa sì che tutti siano responsabilizzati. Suonare in un ensemble di questo tipo comporta un tipo di impegno più solistico rispetto ad un’orchestra in cui c’è magari una fila di nove violini” Quali sono le cose che ti hanno colpito di più del lavoro di concertazione? “Mi è piaciuto in particolare come abbiamo lavorato sul colpo d’arco, che in orchestra va curato in un certo modo: in questo senso la spalla di Theresia, Esther Crazzolara, ci ha dato una serie ricchissima di indicazioni estremamente dettagliate, e tutti torneremo a casa dopo questo stage con le idee molto chiare su come e cosa studiare.”

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